IL VENTO DEL CAMBIAMENTO PROFUMA D’ADDIO: GLI SCORPIONS INFIAMMANO ROMANO D’EZZELINO
Sabato 11 luglio 2026
ROMANO D’EZZELINO – Nemmeno la minaccia del maltempo e lo spettro della grandine, che hanno tenuto col fiato sospeso i cinquantamila dell’arena fino a pochi minuti prima dell’inizio, sono riusciti a fermare la storia del rock. Sabato 11 luglio 2026, il Parco di Villa Negri ha ospitato l’unica, attesissima data italiana degli Scorpions, headliner assoluti dell’undicesima edizione dell’AMA Music Festival in provincia di Vicenza. Una serata memorabile, inaugurata dall’impeccabile set heavy metal dei britannici Saxon.
Il titolo scelto per la tournée, “Coming Home 2026 – Over 60 Years of Scorpions”, porta con sé l’inevitabile sapore di un cerchio che si chiude. Con oltre sei decenni di carriera alle spalle, la consapevolezza diffusa tra il pubblico e gli addetti ai lavori era quella di assistere a uno degli ultimi, grandiosi capitoli live della band di Hannover.
Alle 21:30 in punto, sotto una sontuosa scenografia dominata da un sole nascente, le icone tedesche sono salite sul palco sulle note di Coming Home. I segni del tempo non si nascondono: i 78 anni del frontman Klaus Meine si avvertono nella mobilità ridotta – spesso ancorata all’asta del microfono – e in alcune comprensibili incertezze vocali sui registri più alti.
Ma è qui che la biologia ha ceduto il passo alla classe e all’empatia. Supportato da una sezione ritmica monumentale e dall’affetto di un pubblico oceanico che ha cantato ogni singola parola, il quintetto ha sfoderato i suoi artigli. Se tracce come The Zoo e Bad Boys Running Wild graffiano ancora con energia intatta, il vero apice emotivo è arrivato con le storiche ballate. L’esecuzione consecutiva di Send Me An Angel e Wind Of Change ha trasformato l’arena vicentina in un coro collettivo da brividi.
Contro ogni previsione, Meine non si è risparmiato nemmeno sulle difficili sfumature di Still Loving You, prima del congedo definitivo affidato alle hit planetarie Blackout e Rock You Like An Hurricane.
Il concerto lascia addosso la dolce nostalgia dei grandi congedi. Se questo deve essere il tour dei saluti, gli Scorpions hanno dimostrato di voler uscire di scena nell’unico modo che conoscono: mordendo il palco e regalando canzoni immortali.
